Corpo di Polizia Locale

Corpo di Polizia Locale

II Corpo dei VV.UU. di Taranto fu fondato nel settembre del 1852, ben prima cioè della costituzione della Guardia Nazionale, organizzata in battaglione e comandata dal Maggiore Ciro Giovinazzi, cui la città dedicò in seguito una centralissima via del Borgo. Quello di Taranto è uno dei più antichi Corpi di Vigili d´Italia (se non il più antico), in quanto la sua costituzione e addirittura precedente all´Unità d´Italia (1861). Cinquant´ anni fa in occasione del centenario si svolsero manifestazioni di tutto rispetto, alla presenza, non solo di tutte le Autorità civili, militari e religiose, ma anche dei Comandi dei Corpi di diversi capoluoghi di provincia e di quelli di tutte le città pugliesi.

Con un Sergente Comandante e soli quattro vigili a disposizione 150 anni fa – sindaco Giovanni Mannarini, arcivescovo mons. Raffaele Blando – il Corpo dei nostri VV.UU (ma allora si chiamava Guardia Civica) cominciò la sua attività nella città di allora, vale a dire la città vecchia. L´Italia, come s´è detto, non era ancora unita; l´Arsenale, il ponte girevole e l´espansione a oriente con la nascita del Borgo al di là del “fosso” (l´attuale canale navigabile) dovevano ancora venire. La città viveva della ricchezza dei nostri due mari, dei prodotti delle ubertose campagne del circondario, di artigianato, di commercio.

La nostra Guardia Civica, nel turbolento 1860, dovette dare una mano per quel che poteva il suo misero organico, alla Guardia Nazionale di Ciro Giovinazzi allorché, con la caduta del governo borbonico, si ebbero anche a Taranto alcuni focolai di insurrezione. Pensate che come riferisce il De Vincentiis nella sua  “Storia di Taranto”  il  15 luglio 1860 “la plebaglia assalì con sassi e pugnali” i bastimenti che portavano via dalle città grossi quantitativi di frumento e che il giorno seguente 16 luglio, festa della Madonna del Carmine – la stessa “plebaglia meditando sinistre idee”, s´impossessò con la forza di alcuni carri carichi di grano. “Fu solo allora – conclude il De Vincentiis – che l´autorità militare, con drappelli di soldati armati, pose argine all´insania dei rivoltosi”.

In un clima così arroventato quei quattro vigili della giovane Guardia Civica tarantina che certamente dovettero essere reclutati in quella occasione – fecero quel che potevano. Mancavano non solo gli uomini, ma anche i mezzi necessari per affrontare le masse turbolenti. Venti anni dopo la costituzione della Guardia Civica la situazione non era certo migliorata: il 1° gennaio 1872, infatti, l´organico dei nostri vigili era il seguente: un Comandante col grado di sergente, un vice Comandante col grado di caporale, sei guardie municipali e due guardie rurali a cavallo.

 Da un documento rintracciato nell´Archivio storico del Comune si ha poi notizia della costituzione di una “Milizia comunale”, avvenuta non si sa bene per quali motivi nel 1887.

Quella “Milizia” ebbe durata breve (dal 7 al 18 agosto) e nacque in ossequio a un´apposita Legge del 21 febbraio del 1887. Nella relazione inviata al sindaco in data 19 agosto 1887 dall’Ufficiale dirigente il Servizio”, G. Caselli, si legge, tra l´altro, che il servizio di Milizia comunale si era “chiuso nel dì 19 agosto con la restituzione dei colpi di guardia e degli oggetti di corredo”. La spesa complessiva per l´utilizzo per undici giorni di quei militi fu di lire 513,37, come da delibera della Giunta Comunale.

 Il primo Comandante del Corpo fu il sergente Giuseppe Fanuzzi, cui seguirono Vito Spinelli, Antonio Milano, Emanuele Cristinziano.

A quell´ epoca Taranto non aveva ancora varcato il Canale navigabile, mancando tra le opposte rive le ferrate braccia del ponte girevole. Era sindaco Angelo Pavone, i quattro vigili avevano da sorvegliare via Maggiore, via Garibaldi, e corso Vittorio Emanuele fino a piazza Castello.  Ma, una volta superato il fosso(a quell’ epoca cosi si chiamava il Canale Navigabile), lo sviluppo di Taranto ha tenuto un ritmo tale per cui tutti i servizi pubblici hanno sempre dovuto avere il fiato grosso per stare dietro alle crescenti esigenze d’una popolazione dall’indice demografico in continua fase ascendente. Col sorgere del “Borgo” (Taranto nuovo), ebbe inizio per i vigili quel vasto campo d’azione.

Negli anni successivi si susseguirono altri Comandanti (ma erano già altri tempi) tra i quali ancora in molti a ricordare Pietro Piangiolino, il suo vice Antonazzo, Antonio StefanoGiulio MartorellaVincenzo Dibattista.

E sono in molti a ricordare anche i vigili di tanti anni fa, quando, a piedi o in bicicletta e con l´ampio mantello nero sulle spalle, inseguivano i ragazzini che giocavano alla palla di pezza (raramente con quella di gomma che solo pochi avevano la fortuna di possedere) o che sferragliavano coi monopattini sui nuovissimi asfalti del Borgo. Le sezioni o per meglio dire gli uffici di quei vigili erano in piazza Fontana (nella Torre dell´Orologio – Vedi Foto), nella galleria del Palazzo degli Uffici (dove c´era anche una piccola camera di sicurezza), in via Acclavio nei pressi di piazza Coperta. Un piccolo ufficio si trovava anche nel rione Tre Carrare in una specie di villetta ad angolo tra via D´Alò Alfieri e via Giusti, poi abbattuta e sostituita da un palazzetto.

 Nel 1960  l’organico  dei vigili Urbani era poco meno di 250 unità compreso Ufficiali e sottufficiali; successivamente, con lo sviluppo urbano ed industriale, Taranto ha perlomeno raddoppiato tutte le sue necessità di Polizia Locale.

Dal collocamento a riposo del  Col. Vincenzo Dibattista avvenuto nell’anno 2001 e sino a febbraio 2011 vi è stata una successione di nomine di Dirigenti destinati a svolgere la carica di Comandante pro tempore (Licciardello G., Rossi P.G., Marzulli N., Quinto P.,Cacciapaglia T., Loddo F.,Falcone G.).

Dal 01 marzo 2011, a seguito di concorso pubblico il Comandante delCorpo di Polizia Municipale è il Col. Matichecchia dott. Michele.

Oggi, malgrado l’esiguo numero di unità in organico (185), le molteplici competenze attribuite alla Polizia Locale,  le esigenze e le necessità della città sempre in aumento, restano immutati rispetto all´ormai lontano 1852, lo spirito di sacrificio altruistico,  il desiderio di un migliore rapporto con i cittadini e la consapevolezza di svolgere un importante ufficio pubblico di indubbia utilità.

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